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Hus Gallery is staging the first major solo exhibition of the Belgian artist Johan Van Mullem in London. Showcasing his series ‘The Movements of the Soul’, this exhibition captures the subtleties of the human expression to reveal the underlying emotion.

The artist has had a rather late emergence onto the international art scene, as he originally trained as an architect and has only become a fully practising artist in the last few years.

Van Mullem’s work demonstrates that the lack knowledge or influence from the art historical can put the artist in a favourable position: his work has been compared to the late paintings of Rembrandt – for their rich palette – and with the works of Francisco Goya and William Blake for their exploration of the subject’s innermost feelings.

He declares that his work is an authentic reflection of his deeper psyche: plucking subjects from memories, nostalgia and his imagination to reflect individual emotion and the human condition more widely.

The portraits of ‘Movements of the Soul’ might inspire more than one architect – or any other professional – to embrace their creative spirits and be whenever they want to be. The success and glory might come as easily as the inspiration.

http://husgalleries.com/

Gallery Hus di Londra ospita la mostra “I movimenti dell’anima”, presentando gli ultimi lavori dell’artista belga Johan Van Mullem, una serie di opere capaci di raccontare le emozioni che percorrono – e a volte tormentano – l’animo umano.
L’artista ha attirato molta attenzione si di se’ di recente. Nasce infatti come architetto, dedicandosi al mestiere dell’arte a tempo pieno solo da pochi anni. Un percorso di successo che potrebbe incoraggiare tanti architetti – e altri professionisti – a seguire altre vocazioni.
I suoi quadri sono un esempio molto significativo di come la mancanza di conoscenze accademiche di storia dell’arte mettano l’artista in una posizione vantaggiosa. Il suo lavoro è già stato osannato e paragonato a quello dell’ultimo Rembrandt per la ricchezza dei colori. Come se questo non bastasse, hanno scritto e detto, ben prima di me, che il suo lavoro fa pensare alle produzioni di Francisco Goya e William Blake per la capacità di esplorare le emozioni e i movimenti dell’animo umano.
Lo stesso Van Mullem ammette che le sue opere sono un riflesso del lavoro di introspezione psicologica. I soggetti arrivano da memorie personali, immaginazioni, sogni e sentimenti nostalgici. Con l’arte assumono valore assoluto e rappresentano dunque sentimenti ed esperienze provate dall’umanità intera.

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