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Le giornate sono corte, la bella stagione sembra più lontana della luna, ed ieri sera era Burns Night – http://en.wikipedia.org/wiki/Burns_supper. E’ quindi tempo di haggis, cibo contadino di cui non volete sapere la provenienza, l’equivalente nordico della trippa, una pietanza che si potrebbe rinominare “non si butta via niente”, un po’ come il maiale nell’Albero degli Zoccoli di Olmi. Ovviamente fino a qualche tempo fa prerogativa dei poveri, oggi invece servito in modo coreografico nei soliti gastropub e ristoranti sofisticati.

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A me piace molto nella versione vegetariana, conserva il sapore deciso ma è ben più leggero e digeribile.

 

A corto di idee per la cena e con ben poco rimasto dalla consegna settimanale di verdura, ho guardato in frigo e l’unica cosa rimasta erano le rape. La rapa, che ho scoperto chiamarsi turnip in inglese, va molto d’accordo con l’haggis ed è il parente che si fa vedere poco della famiglia delle radici – ovvero le ben note carote e patate.

turnip photo credit- soozums via photopin cc

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Se volete saperne di più sulla vita e l’uso di questo misterioso vegetale, guardate http://www.guardian.co.uk/lifeandstyle/2010/jan/22/seasonal-food-

Come si cucinano le rape? Io ho seguito la ricetta delle patate dauphinoise, meno la pancetta e la crema, ma solo con un po’ di Philadelphia e grana…per non appesantirsi troppo.

Il Lord apprezza, non si accorge ne’ si lamenta della mancanza di grassi animali eliminati dalla ricetta, e finiamo a parlare di Scozia, un posto che per me è troppo freddo in qualunque periodo dell’anno. E nonostante lui si ostini a difendere le sue origini e il suo legame con Londra, nessuno mi toglie dalla testa il fatto che lui abbia un cognome di origine scozzese, una casa di famiglia a nord di Edimburgo e un tartan che porta il suo nome. Non si sa esprimere a passi di danza, ma stranamente se la cava con lo Scottish dance (molto divertente, fa bruciare più dello spinning, ho preso alcune lezioni).

Ma se si parla di tartan, sono io quella che la sa lunga nella nostra famiglia di fatto: io sono cresciuta indossando gonnellini scozzesi, pantaloni tartan, montgomery dalla fodera in tessuto scozzese, e tutt’oggi adoro il tartan, da usare in moderation. E se volete uno spruzzo di scozia nella vostra casa, anche solo per un dettaglio, guardate qui www.fabricsandpapers.com. In tartan we trust.

Tartan http-::www.flickr.com:photos:jimmy_macdonald:5431347057:

Tartan http-//www.flickr.com/photos/

 

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