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Ieri sera non volevo andare a dormire per paura di svegliarmi con ulteriori brutte notizie.

Questa mattina alle 7, esco malvolentieri dal letto e il Lord mi dice: “the Jolly is the winner”.

Lo guardo e non capisco: chi è il jolly? In inglese jolly significa giullare. Quindi penso subito a Berlusconi.

Capisco in fretta che non è il Cavaliere, ma Grillo.

Si apre così una giornata di confusione. Mi connetto su Radio 24 per capirne qualcosa, ma tra Mentana, De Bortoli e qualche senatore che si è garantito la poltrona per le terza volta e un gran bel vitalizio, nessuno  sembra avere idea di che cosa ci aspetta. I social network sono scatenati. I mercati ne risentono e lo spread conosce nuovi picchi.

Se guardo ai social network e al mio circolo di amici, assisto alla flagellazione pubblica del centrodestra, stile caccia alle streghe. Tra tutti quelli che conosco, nessuno sembra aver votato da quella parte, a parte due persone. M soprattutto ho notato che tutti si sono trasformati in opinionisti, noi che siamo cresciuti sentendoci dire che il voto è segreto.

Arrivo in ufficio e vengo interpellata, direi assillata da domande, come se fossi l’oracolo con le risposte, come se ne sapessi di più degli inviati del Times e del Guardian che stanno scrutinando la situazione italiana da settimane. E vi assicuro che l’hanno studiata da vicino e da lontano, perché’ l’Italia viene vista come l’ago della bilancia dell’Europa, lo spartiacque tra i paesi che guidano e quelli che fanno da zavorra.

Il paese che ispira speranza, a chi ci vive e a chi ci va solo in vacanza. http://www.flickr.com/photos/mfakheri/3086998079/

Gli stranieri temono il collasso dell’Italia, o forse hanno solo paura di non poter comprare scarpe di Ferragamo e le mozzarelle di bufala se il paese andasse all’aria? Spiego quello che posso ai colleghi, per la maggior parte inglesi, a cui si aggiungono i soliti francesi, irlandesi, neozelandesi, indiani, americani della Florida. Non mi seguono, loro abituati al sistema bi partitico e a candidati senza pendenze penali.

L’unica che non si stupisce e che non cerca ulteriori spiegazioni è la collega spagnola.

Dice che da lei più sei corrotto, più hai successo in politica. Gli stranieri la guardano attonita. Io non ho bisogno di spiegazioni.

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