Mi sono resa conto troppo tardi che le vacanze di Pasqua sarebbero arrivate cosi’ presto. Niente gite di Pasquetta, solo altri giorni di temperature glaciali. In molti hanno pensato di fuggire, alla ricerca di climi piu’ miti e primaverili. Invece io ho abbandonato il mio stile da organizzatrice di agende ed eventi, lasciando che le cose accadessero da sole, senza programmarle. Il risultato e’ stato una successione di quattro giorni ricchi di luoghi ed esperienze appaganti. Come e’ potuto accadere? Ho deciso di comportarmi come un turista. E che cosa fanno i turisti in una citta’ straniera? Vanno per musei, camminano piu’ del solito, fanno acquisti senza preoccuparsi della carta di credito e usano il trasporto pubblico.

Musei: ho finalmente visto la mostra di Roy Leichtenstein alla Tate Modern. Un solo commento: da vedere.  Mi ha dato il La per rispolverare alcune nozioni di storia dell’arte contemporanea e capire meglio il ruolo di Leo Castelli sulla scena artistica newyorkese dagli anni ’60 agli anni ’80.

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Ristoranti: ho provato Honey and Co per un brunch a Fitzrovia e A.Wong a Pimlico per cena a base di dim sum. Entrambi non hanno deluso le aspettative, ma il primo vince la palma del personale piu’ cordiale e sorridente.


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Trasporto pubblico: ho finalmente provato la London Overground line, meglio conosciuta come Ginger Line per chi la usa. Non e’ il modo piu’ veloce per viaggiare in citta’, ma collega bene i quattro poli, specialmente in zona 2. Durante il giro, ci siamo fermati a Shordetich High Street per un bagel su Brick Lane e un caffe’ come si deve da Allpress.  La seconda tratta ci ha portato fino ad Hamspead Heath, dove e’ impossibile resistere al fascino di una passeggiata fino alla cima della collina. Ogni volta in cui sono li’ capisco perche’ una lunga serie di intellettuali e persone piuttosto intelligenti – da Lucien Freud a John Keats – hanno deciso di fermarsi li’ e mettere su casa.

 

Shopping: il Lord ed io ci siamo diretti su Jermyn Street per comperare un cappello di lana – ne sentiva il bisogno, grazie a queste temperature – e ha finito per comperare un abito. Acquisto non premeditato ne’ programmato.  Il piu’ delle volte i migliori di sempre.

 

Cibo e dintorni: per una volta tanto, Londra ha dimostrato di poter essere una citta’ calma e tranquilla. I soliti amici impegnatissimi erano finalmente liberi. Abbiamo cosi’ deciso di incontrarci e celebrare la Pasqua insieme, naturalmente Italian Style, con piatti e vini da tutte le regioni, con riso patate e cozze, focaccia, torta pasqualina e cannoli.

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E poi un po’ di ore di caro e sano divano, su cui ho consumato una manciata di puntate di una nuova serie televisiva con il fantastico Kevin Spacey: House of Cards, da seguire tutta d’un fiato.

 

Insomma, in pochi giorni sono riuscita a fare un bel po’ di cose e liberarmi della mia vecchia attitudine tutta italiana del fare poco, dove tutto si concentra intorno al bere un caffe’, andare a trovare un amico, parlare di tutto e di niente e magari cucinare qualcosa di semplice insieme.

 

Se c’e’ una cosa della mia vecchia vita di cui sento la mancanza e’ il non senite la pressione costante di fare cose, vedere gente, provare il nuovo ristorante/bar/teatro o vedere la mostra di cui tutti parlano.

Oggi si ritorna al lavoro, ma piano piano. Per fortuna in ufficio c’e ancora un po’ di cioccolato pasquale con cui darsi la carica.

 

 

 

 

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