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Tra sei mesi mi sposo e non ho nessuna intenzione di trasformare il blog in una cronaca meticolosa della preparazione dell’evento. Ma la mia anima narratrice non può resistere dal raccontare alcuni episodi che costellano questi mesi così intensi ed emozionanti. Non vi preoccupate, non leggerete di dispute filosofiche sui vantaggi del cappello. Mi dedichero’ invece alle cose pratiche.

Capitolo uno: il corso per fidanzati.

Il Lord ed io avevamo un bel po’ di aspettative per questo corso. Non di essere illuminati lungo la via di Damasco, ma di ricevere alcuni spunti di discussione interessante, e anche un po’ una pacca sulla spalla, come a dire: “dai, siete sulla buona strada”.

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A guidare la scelta del corso, la praticità: lo vogliamo breve e vicino a casa. Non abbbiamo bisogno che qualcuno ci faccia il quadro astrale per decidere di volerci sposare.

Abbandoniamo quindi l’idea di frequentarlo nella bella chiesa di Cadogan Gardens a Chelsea, optando invece per la localissima, e ben più anonima, chiesetta di Pimlico, da sempre snobbata perché ha più l’aspetto di una scuola che di una chiesa.

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Non ci confessiamo però un desiderio che poi scopriremo essere comune: quello di incontrare altri esemplari di specie umana simili a noi, coppie di William e Beatrici, di Jeremy e Gaie, di Rupert e Caterine, della nostra stessa zona, con vite, lavori e storie simili. Non accadrà. Veniamo invece catapultati in una mega sala con altre 42 coppie di ogni etnia immaginabile, età, e religione. Pensavo che al corso per il matrimonio cattolico ci fossero solo cattolici, e invece il tasso di coppie di religione mista è molto alto. Del resto, nel caso ce ne fossimo dimenticati, siamo a Londra, non a Portogruaro.

Se nessuna di queste coppie assomiglia a noi, in compenso si assomigliano moltissimo tra loro. E’ un po’ la storia del cane e del padrone, o l’incarnazione del detto popolare “chi si somiglia si piglia”. A corso finito, ecco le nostre conclusioni:

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Uno: il lunedì è una serata giusta per organizzare corsi e prendersi impegni: abbiamo dimostrato di saperli rispettare.

Due: siamo riusciti a divertirci e intrattenerci al corso, grazie ai contenuti decisamente desueti. Esempi di domande a cui abbiamo dovuto rispondere: pensi che la moglie debba seguire il marito per lavoro? Credi che gli uomini siano più preparati delle donne nel prendere decisioni finanziarie?

Tre: Io non do consigli su come cambiare la marmitta del motorino. Perché devo sentirmi dire dal prete che il una performance tra le lenzuola non vale gran che se non supera i 15 minuti? Invito i preti a lavorare 12/14 ore nella City e poi se ne riparla.

Quattro: la gente non ha opinioni. Credevo che qualunque individuo dotato di un po’ di sale in zucca si formi un’opinione su figli, finanze, sesso, educazione. Il corso ci ha sbattuto in faccia l’inquietante realtà tanta gente si sposa senza discutere questi pilastri della convivenza di coppia.

Auguri anche a loro.

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